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Valdismo
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Il mwcqvaldismo è una mwcgconfessione oggi protestante nata nel mwcwXII secolo, i cui fedeli sono chiamati mwdavaldesi. Sorta come mwdqmovimento pauperisticocite-ref-1[1] per la predicazione, subito proibita dalla mwegChiesa cattolica, dopo il Concilio di Verona del 1184 fu infine mwewscomunicata. Dopo secoli di solitaria resistenza alla persecuzione cattolica, nel mwfa1532 aderì in gran parte alla mwfqRiforma protestante, nella corrente mwfgcalvinista.
I valdesi presenti in mwgaItalia e in mwgqSvizzera sono riuniti nella mwggChiesa evangelica valdese, che a partire dal mwgw1975 è integrata con la mwhaChiesa metodista italiana nell'mwhqUnione delle Chiese metodiste e valdesi. I valdesi di mwhgUruguay e mwhwArgentina costituiscono la mwiaChiesa evangelica valdese di Rio della Plata.
Contents
• Origini
• Italia
• Note
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Storia e dottrina
Origini
La corrente valdese del cristianesimo nasce nel mwlaMedioevo, precisamente nel mwlqXII secolo, come movimento cristiano laico, costituito in prevalenza da contadini e gente povera (mwlganche se non sempre), che precede di poco quello promosso da mwlwFrancesco d'Assisi. La data di fondazione del movimento valdese risale al mwma1174cite-ref-2[2].
Valdo di Lione
Tradizionalmente si fa risalire la fondazione del movimento a mwnwValdo di Lione (o Pietro Valdo o Valdesio, dalla latinizzazione Valdesius). In realtà, l'origine dei Valdesi si confonde con il grande fermento di movimenti pauperistici di riforma del mwoaCristianesimo sviluppatisi nel corso del XII secolo.cite-ref-3[3] Oggi, esiste una via a mwpqLione che porta il suo nome, nel mwpg5ème arrondissement (rue Pierre-Valdo).
Valdo, si dice in seguito all'ascolto da un mwqamenestrello della vita di mwqqsant'Alessio, decise di approfondire lo studio della mwqgBibbia: egli però non conosceva il latino, così si fece tradurre i mwqwVangeli e altri scritti biblici in francese.cite-ref-4[4] Fu colpito in particolar modo dalle parole rivolte da mwsaGesù nell'mwsqincontro con il giovane ricco: "Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi" (Matteo XIX, 21). Decise allora, nel mwsg1173, di abbandonare la moglie, far accogliere le figlie nel monastero di mwswFontevraultcite-ref-5[5] e offrire tutta la sua ricchezza ai poveri.cite-ref-6[6] In seguito si circondò di un gruppo di seguaci con i quali, fatto voto di mwvacastità e vestiti solo di stracci,cite-ref-7[7] andava in giro a predicare il messaggio evangelico; ben presto il gruppo fu identificato con l'espressione mwwqPoveri di Lione. La loro predicazione si svolse all'interno dell'"ortodossia" romana, rivolgendosi principalmente contro il dualismo mwwgcataro.cite-ref-8[8]
La fedeltà al papa
La fedeltà al papa di Roma da parte del movimento valdese in questi anni è testimoniata dalla ricerca di approvazione ecclesiastica nel mwyq1179, in occasione del mwygterzo concilio Laterano: essi si recarono a mwywRoma incontrandosi anche con il pontefice mwzaAlessandro III, il quale dimostrò apprezzamento per il loro proposito di vivere in maniera povera e conforme al dettato evangelico, ma non fu disposto a riconoscere la loro richiesta di essere predicatori della Parola.cite-ref-9[9]
Valdo tuttavia, insieme ai suoi seguaci, continuò a diffondere l'insegnamento cristiano nonostante il divieto papale, in piena disobbedienza; quindi, nel mwbg1180, fu convocato dal cardinale mwbwEnrico di Marcy, vescovo di mwcaAlbano, in un mwcqsinodo a mwcgLione, nel quale Valdo e i suoi seguaci dichiararono la loro completa "ortodossia" e al contempo esposero quelli che consideravano gli "errori" dei catari. Nonostante ciò, la predicazione da parte dei laici e delle donne e la lettura individuale della Bibbia erano aspetti considerati inaccettabili dalla Chiesa romana, consapevole del fatto che ammettere tale innovazione avrebbe significato dare il via ad un processo di trasformazione dagli esiti imprevedibili qualora la lettura e interpretazione dei testi sacri fosse permessa anche a fedeli non appartenenti al clero. Tutto questo era stato ben compreso da mwcwWalter Map, rappresentante di re mwdaEnrico II Plantageneto al concilio lateranense del 1179, che a proposito dei valdesi aveva scritto:
«Costoro mai hanno dimore stabili, se ne vanno due a due a piedi nudi, vestiti di lana, nulla possedendo, ma mettendo tutto in comune come gli
apostoli
, seguendo nudi il Cristo nudo. Iniziano ora in modo umilissimo, perché stentano a muovere il piede; ma qualora li ammettessimo, ne saremmo cacciati»
(Walter Map, De Nugis Curialiumcite-ref-10[10])
Scomunica da parte cattolica
Nel mwfa1184 a mwfqVerona, con la bolla mwfgmwfwAd abolendam, mwgapapa Lucio III mwgqscomunicò una serie di movimenti ritenuti eretici anche molto diversi tra loro, tra cui i poveri di Lione, i valdesi. La motivazione per tale scomunica rimase la "presunzione" dei valdesi di voler predicare in pubblicocite-ref-11[11]. Nonostante la condanna papale, comunque, il movimento valdese continuò la sua espansione verso il mwhgMezzogiorno di Francia e l'mwhwItalia (Piemonte, Lombardia, Puglia e Calabria), giungendo anche in alcune regioni della mwiaGermania, in mwiqSvizzera, e persino in mwigAustria, mwiwSpagna, mwjaUngheria, mwjqPolonia e mwjgBoemia.
Le comunità valdesi erano organizzate su due livelli: vi erano i "perfetti" o mwlqbarba (che significa "zio", in contrapposizione al "padre" cattolico), che seguivano i tre voti monastici di mwlgpovertà, mwlwcastità, e mwmaobbedienza, ed erano predicatori itineranti, e i semplici fedeli, che erano detti "amici" o "noti". La comunità aveva tre gradi gerarchici: diaconi, presbiteri e vescovi, e preparava i futuri predicatori in apposite scuole, gli "ospizi". Osservavano la mwmqliturgia delle Ore e i digiuni, celebravano la Cena del Signore (in mwmgLinguadoca, con pane, vino e pesce) e la sera del mwmwGiovedì Santo praticavano la mwnalavanda dei piedi. Studiavano a memoria interi Vangeli e altre parti della Bibbia che Valdo aveva fatto tradurre nelle varie lingue popolari.
Scisma dei lombardi
Dopo la scomunica, però, il movimento valdese perse la sua compattezza originaria e iniziò a sfaldarsi in gruppi locali differenziati tra di loro. La prima grande spaccatura avvenne nel mwnw1205 circa, quando una parte consistente dei valdesi di Lombardia (Nord Italia), capitanati da mwoaGiovanni da Ronco, dette vita ad un gruppo autonomo detto dei "Poveri Lombardi" (mwogpauperes Lombardi).cite-ref-12[12] Entrando in Lombardia, i predicatori e le predicatrici valdesi poveri (mwpwfratres et sorores) miravano, come altrove, a costituire gruppi di amici o mwqacredentes che vivessero nel mondo, lavorassero e li sostenessero con le loro elemosine. Vennero però qui a trovarsi in una situazione politica e sociale radicalmente diversa da quella d'oltralpe. Trovarono infatti una miriade di mwqqComuni in lotta perenne per la loro piena indipendenza dall'Impero e dal papato e, all'interno, lacerati dalle lotte tra mwqgpartito guelfo e mwqwpartito ghibellino.
I valdesi non ebbero problemi a inserirsi nelle strutture comunali, riuscendo anche a farsi eleggere alle cariche più importanti, ma la maggior parte di loro preferì restare ai margini della vita politica, a causa del severo divieto del mwrqgiuramento, dell'insistenza sulla povertà assoluta e per una certa sfiducia verso le autorità umane. Il partito ghibellino sembrava spesso appoggiare questi movimenti ereticali, ma non per un reale interesse per le questioni religiose, bensì per sfruttare ai suoi fini l'mwrganticlericalismo della loro predicazione. E così, ad alcuni mwrwpodestà che li difendevano e li appoggiavano, ne seguirono spesso altri che li condannavano e li bruciavano sul mwsarogo.cite-ref-13[13]
Ma in Lombardia i valdesi vennero ben presto a contatto con, e furono influenzati da, altri movimenti popolari di carattere sociale e religioso, da tempo presenti mwtgin loco o di nuova istituzione, come i mwtwPatarini, gli mwuaArnaldisti e gli mwuqUmiliati.cite-ref-14[14] I valdesi lombardi ne furono influenzati al punto da adottare dei provvedimenti che provocarono la reazione di Valdo fino alla scissione che ebbe luogo nel 1205, essenzialmente a causa di tre motivi:
1. I predicatori in Lombardia entrarono a far parte di comunità di lavoratori e ne crearono delle proprie. Secondo Valdo i predicatori non dovevano lavorare ma vivere in povertà delle offerte degli amici per non essere corrotti dalla brama di ricchezze.
2. I lombardi si scelsero un capo a vita nella persona di Giovanni da Ronco, detto il Buono. Valdo però obiettava che l'unico preposto del loro movimento doveva rimanere Gesù Cristo.
3. I lombardi elessero dei ministri ai quali affidarono compiti sacerdotali, come la consacrazione dell'mwwgeucaristia. Valdo temeva che questo fosse il primo passo per costituirsi come contro-chiesa: egli infatti aveva voluto creare una fraternità religiosa di predicatori che s'impegnassero a supplire alle carenze del clero nella predicazione e nella cura d'anime, ma non sostituirsi ad esso. Valdo voleva rimanere nella Chiesa romana e lavorarvi, anche se scomunicato.
Da questa prima divisione nacque una crisi del movimento che ebbe importanti evoluzioni nel giro di pochi anni.
Dal XIII secolo al XVI
Tra il 1205 e il mwxg1207 Valdo morì senza essere riuscito a ricomporre lo mwxwscisma interno al suo movimento e la frattura con Roma. Da allora molti gruppi iniziarono ad allontanarsi dall'ortodossia cattolica, rifiutando le gerarchie ecclesiastiche, giudicate peccatrici e malvagie. Quando il mwyaConcilio Lateranense IV, nel 1215, definì formalmente la dottrina della mwyqtransustanziazione (cioè l'idea della presenza reale e "sostanziale" di Cristo nell'mwygeucaristia), questa non trovò consensi tra i valdesi.cite-ref-15[15]
A causa di queste tendenze il principale interprete del valdismo originario, mw0aDurando d'Osca, insieme a un gruppo di discepoli, tentò di mettere fine al dissidio con le gerarchie ecclesiastiche facendo riconoscere dalla Chiesa romana i punti essenziali della primitiva ispirazione di Valdo. La speranza però si rivelò illusoria: il Papa, nel mw0q1208, approvò il loro proposito di vita religiosa ma non colse i motivi centrali della loro ispirazione e il nuovo ordine, con il nome di Poveri Cattolici (mw0wpauperes catholici), fu orientato in funzione antiereticale.
Una sorte leggermente migliore toccò a Bernardo Primo e ai suoi seguaci, riconosciuti nel mw1g1210 dalla Chiesa con il nome di Poveri Riconciliati, che riuscirono a inserire nel loro proposito il supremo magistero di Cristo e il mandato apostolico di predicare per la salvezza del popolo di Dio.
Entrambi i gruppi, comunque, non riuscirono nel loro intento di rifondare dall'interno la Chiesa né a sottrarre dall'"eresia" gli altri movimenti valdesi. Inoltre le gerarchie ecclesiastiche li guardavano con sospetto e furono spesso accusati di aver accettato l'"ortodossia" romana solo formalmente; nel giro di pochi anni, perciò, i Poveri Cattolici e i Poveri Riconciliati si esaurirono o furono costretti a fondersi con altri ordini religiosi.
I restanti membri del movimento valdese si erano organizzati in due gruppi, quello ultramontano e quello italico. Nel mw2g1218 la Società dei Fratelli Ultramontani (mw3asocietas fratrum Ultramontanorum) e la Società dei Fratelli Italici (mw3qsocietas fratrum Italicorum) s'incontrarono a mw3gBergamo con l'intento di trovare una nuova unità, ma non riuscirono a ricomporre le loro fratture.
L'incapacità di trovare un accordo derivò probabilmente dalle diverse concezioni dei due schieramenti sulla natura del movimento. Per gli Ultramontani si trattava ancora di una libera fraternità di predicatori e predicatrici, poveri e itineranti, che si dedicavano alla missione e alla cura d'anime all'interno della Chiesa romana, di cui riconoscevano la validità dei sacramenti nonostante la scomunica e la persecuzione; gli italici, invece, erano ormai sulla via di un distacco totale dalla Chiesa romana, di cui contestavano la legittimità a causa della sua immoralità, procedendo infatti ben presto ad organizzarsi come Chiesa alternativa.
Persecuzione dell'Inquisizione
La separazione tra le due tendenze del Valdismo continuò ancora per gran parte del mw5wDuecento, soprattutto in mw6aItalia, ma finì per perdere progressivamente di significato e, alla fine del secolo, si notò una convergenza delle due posizioni. Gli Ultramontani dovettero rendersi ben presto conto che non era più possibile trovare sacerdoti cattolici disposti ad ammetterli alla celebrazione dei sacramenti e dovettero organizzarsi anch'essi in proprio.
I valdesi furono duramente perseguitati anche nei secoli successivi ma, a differenza dei mw6gcatari, l'mw6wInquisizione non riuscì mai a spegnere il focolaio valdese nonostante la durissima repressione.
Adesione alla Riforma protestante
Nella seconda metà del XV secolo nel cantone svizzero di Vaud fu avviata una caccia alle streghe principalmente rivolta alla comunità di sesso maschile, rispetto a una tendenza generale europea a vedere la stregoneria come un fenomeno prettamente femminile. Ciò avvenne perché la caccia alle streghe fu intesa come un pretesto per reprimere le componenti ereticali in cui la parte maschile era dominante.cite-ref-16[16]
Vivendo nella clandestinità, e spesso riuscendo a nascondersi in zone eccentriche, il movimento valdese riuscì ad arrivare al mw8wXVI secolo e ad aderire alla mw9aRiforma protestante mw9qcalvinista nel mw9g1532 col mw9wsinodo di Chanforan, segnando una svolta decisiva per il futuro della comunità.cite-ref-17[17]
Nel mw-gmw-wTrattato sulla tolleranza mwaqaVoltaire descrisse una persecuzione di cui i valdesi furono vittime nell'aprile del mwaqe1545:
«Poco tempo prima della morte di
Francesco I
alcuni membri del Parlamento di Provenza, sobillati da alcuni ecclesiastici contro gli abitanti di
Mérindol
e di
Cabrières
, chiesero al re dei soldati per appoggiare l'esecuzione di diciannove persone di questi paesi, da loro condannate: invece ne fecero sgozzare 6000, senza risparmiare né donne, né vecchi, né bambini; ridussero in cenere trenta villaggi. Queste popolazioni, fino ad allora sconosciute, avevano il torto, senza dubbio, di essere valdesi: era questa la loro unica malvagità. Da trecento anni vivevano in deserti e montagne che avevano reso fertili con un lavoro incredibile. La loro vita pastorale e tranquilla ricordava l'innocenza attribuita alle prime età del mondo. Le città vicine non erano conosciute da loro che per i prodotti che vi andavano a vendere; ignoravano i processi e la guerra. Non si difesero: furono sgozzati come degli animali in fuga, che si spingono in un recinto e si uccidono.»
(Voltaire, Trattato sulla tolleranza, traduzione di Glauca Michelini, Giunti Editore, 2007, p.33)
La Pace di Cavour
Nel mwaqy1561 fu firmata la mwaqcPace di Cavour, primo esempio di libertà religiosa nell'Europa moderna occidentale.
In realtà il valdismo poteva essere confessato solo nelle zone di mwaqkmontagna, al di sopra dei 700 m. Persecuzioni furono invece scatenate in mwaqoPuglia e soprattutto in mwaqsCalabria, dove dalla fine di maggio al giugno 1561 un migliaio di Valdesi furono mwaqwmassacrati dalle truppe del mwaq0Regno di Napoli con l'appoggio dell'mwaq4Inquisizione di Roma.
L'accordo di Cavour del 1561 aveva dato tutela al piccolo residuo valdese stabilito nel ghetto costituito dalle Valli del Pellice, della Germanasca e del Chisone che dal 1532, nel mwarasinodo di Chanforan, aveva aderito alla Riforma calvinista. Le durissime condizioni di vita e l'epidemia di peste del 1630 avevano provocato oltre 6000 morti ma nonostante ciò i contatti con Ginevra e con la mwareSvizzera romanda avevano consentito perfino uno sviluppo e lo sconfinamento dagli angusti limiti territoriali imposti con la costruzione di un luogo di culto a mwariSan Giovanni di Luserna.cite-ref-taverna-p-22-18-0[18]
XVII secolo: persecuzione e resistenza
Nel mwark1655 il duca di Savoia e principe di Piemonte mwaroCarlo Emanuele II, sospinto dalla cattolicissima madre mwarsCristina di Francia, figlia di Enrico IV, inviò il marchese di Pianezza con i suoi armigeri a "ristabilire l'ordine"; il piano era stato approntato dalla Congregazione romana "per propagare la fede ed estirpare gli eretici".
I valligiani ospitarono senza sospetti gli armigeri nelle loro case, ma questi, il mwar0Sabato Santo, a un segnale diedero inizio al massacro passato alla storia con il nome di mwar4Pasque piemontesi, durante il quale le atrocità perpetrate contro donne e bambini suscitarono lo sgomento delle nazioni protestanti.cite-ref-19[19]
mwasqOliver Cromwell raccolse il disperato appello dei pastori sfuggiti alla cattura, interessando l'Inghilterra puritana alla salvezza della comunità valdese; con febbrile lavoro diplomatico interessò Ginevra e i cantoni protestanti e lo stesso ministro di Luigi XIV, il cardinale mwasuGiulio Mazzarino (1602–1661), perché si ponesse fine alla distruzione di un popolo che non era una semplice parte del mondo protestante, ma "rappresentava l'anello di congiunzione del protestantesimo con l'età apostolica".cite-ref-taverna-p-22-18-1[18]
Il poeta mwassJohn Milton scrisse in tal senso il sonetto:
(inglese)
«Avenge O lord thy slaughter'd Saints, whose bones
Lie scatter'd on the Alpine mountains cold, Ev'n them who kept thy truth so pure of old When all our Fathers worship't Stocks and Stones, Forget not: in thy book record their groanes Who were thy Sheep and in their antient Fold Slayn by the bloody Piemontese that roll'd Mother with Infant down the Rocks. Their moans The Vales redoubl'd to the Hills, and they To Heav'n. Their martyr'd blood and ashes sow O're all th'Italian fields where still doth sway The triple Tyrant: that from these may grow A hunder'd-fold, who having learnt thy way
Early may fly the Babylonian wo.»
(italiano)
«Vendica o Signore i tuoi santi trucidati le cui ossa giacciono sparse sulle gelide montagne alpine; di coloro che mantenevano la purezza della tua verità quando i nostri padri adoravano tronchi e pietre. Non dimenticare: nel tuo libro registra i loro gemiti erano pecore tue, e nel loro antico ovile furono trucidati dal piemontese sanguinario che precipitava la madre con il figlio dalla rupe. I loro gemiti le valli raddoppiarono alle colline, e loro al cielo. Il loro sangue e le loro ceneri martirizzate seminano su tutti i campi italiani dove ancora domina il triplice tiranno: che da questi possa crescere cento volte, che avendo imparato presto la tua strada possa fuggire il dolore babilonese.»
(Giorgio Tourn, I Valdesi nella storia, XV: On the late Massacre in Piedmont. Claudiana, Torino, 1996. pp. 41-47)
Il mwas4duca di Savoia, in seguito alla forte pressione internazionale, fu costretto a concedere le cosiddette Patenti di Grazia il 18 agosto del 1655. La quiete durò solo un trentennio: nel 1685 Luigi XIV, re di Francia, revocò l'mwataeditto di Nantes e conseguentemente venne revocata anche la libertà di culto delle comunità valdesi sotto sovranità francese. Il duca mwateVittorio Amedeo II di Savoia si affrettò anche lui ad emanare un editto, il 31 gennaio 1686, con il quale si revocavano le vecchie concessioni dell'editto di Cavour, procedendo con la cattolicizzazione forzata, la demolizione dei luoghi di culto valdese, la cacciata di pastori e maestri, il rapimento di bambini per "battezzarli" ed educarli (come servi) alla "vera fede cattolica" nel tentativo di cancellazione dell'identità valdese.cite-ref-20[20]
Resistenza con Enrico Arnaud
Sotto la guida di mwatgEnrico Arnaud fu tentata una disperata resistenza contro i 10.000 soldati piemontesi e francesi, ma, alla fine, 1712 tra uomini e donne erano morti, 148 bambini erano stati strappati ai genitori e 8500 superstiti incarcerati, mentre altri 3000 erano in parte fuggiti e in parte avevano accettato di cattolicizzarsi, deportati nel vercellese. Un piccolo gruppo di irriducibili proseguì la guerriglia, che alla fine permise a un gruppo di 260 persone e, successivamente, di altri prigionieri, di espatriare in Svizzera. L'editto del 3 gennaio 1687, strappato al duca dietro intervento degli stati protestanti, disponeva poi l'esilio perpetuo per i ribelli, il cui numero è stimato in 3.381 persone. L'editto vietava però l'espatrio ai nove pastori e alle loro famiglie, nonché ai bambini inferiori a 12 anni, che dovevano essere educati alla fede cattolica. Ciò creava i presupposti perché nascesse negli esuli il desiderio di ritornare per ricongiungersi ai cari e cercare i propri figli; le condizioni internazionali propizie furono determinate dalla preparazione della lega antifrancese di mwatkGuglielmo di Orange, prossimo all'insediamento sul trono inglese.
Con tale aiuto e sotto la guida di Enrico Arnaud, nell'agosto del mwats1689 iniziò il cosiddetto "mwatwGlorioso rimpatrio"; un migliaio di esuli attraversò le Alpi e percorse i 200mwat0 km dal mwat4Lago Lemano alla mwat8Val di Susa. Più di un terzo non arrivò a destinazione; il rimanente vide la mano di Dio nella loro salvezza: infatti un capovolgimento di alleanze portò alla rottura della coalizione franco-piemontese e al passaggio di Vittorio Amedeo II nella mwauaLega di Augusta a fianco di Inghilterra e Paesi Bassi. Per ottenere l'appoggio dei valdesi nella difesa dei confini, il duca emanò l'Editto di tolleranza, vennero liberati i carcerati e ritornarono altri profughi da ogni dove; il ghetto alpino era un'area marginale ed emarginata, ma nuovamente libera per la propria fede, anche se ciò provocò le irate proteste del mwauepapa Innocenzo XII.cite-ref-taverna-p-22-18-2[18]
Durante tutto il XVIII secolo si rafforzarono i legami con le chiese riformate d'oltralpe. La mwaucRivoluzione francese e poi mwaugNapoleone Bonaparte produssero infine l'emancipazione di Valdesi ed Ebrei del regno di Sardegna.cite-ref-21[21]
Dal XIX secolo ad oggi
Nel mwau81848, con le mwavaLettere patenti di mwaveCarlo Alberto, vennero concessi i diritti civili e politici ai valdesi.cite-ref-lettere-22-0[22]
Nel mwavc1850 si sviluppò il sistema delle scuole alpine di borgata a opera del colonnello inglese mwavgCharles Beckwith. Gli mwavkantropologi chiamano "paradosso alpino" il fenomeno secondo il quale il livello d'istruzione e di apertura culturale di una comunità aumenta proporzionalmente alla quota. Lo stereotipo della comunità alpina come una realtà chiusa e impermeabile è contraddetto da realtà come quella valdese, che alla fine del XIX secolo presentava una percentuale di analfabeti trascurabile e vantava contatti con le mwavsélite culturali di mezza Europa. Il paradosso alpino, tuttavia, non rappresenta una peculiarità valdese, dal momento che lo si riscontra in tutto l'arco alpino.
Il valdismo negli anni duemila
Laicità dello Stato, temi etici e progressismo sociale
I valdesi si sono sempre impegnati per favorire la piena mwawilaicità dello Stato e la totale mwawmseparazione tra Stato e Chiesa.
La Chiesa evangelica valdese infatti si è pronunciata come fortemente contraria all'mwawuesposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane e, più in generale, di ogni simbolo religioso in luoghi pubblici.cite-ref-23[23]
Per quanto riguarda l'mwawsetica, i valdesi favoriscono il dibattito su temi quali mwawwomosessualità, mwaw0aborto, mwaw4testamento biologico ed mwaw8eutanasia, ponendosi di fatto in contrasto con la Chiesa cattolica, interpretando le Sacre Scritture alla luce delle nuove frontiere teologiche, linguistiche e scientifiche acquisite.
La Commissione Bioetica della Tavola Valdese si è espressa in maniera articolata sia sull'aborto sia sull'eutanasia, con posizioni che sostanzialmente si possono riassumere nell'affermazione della centralità della responsabilità personale in queste delicate decisioni.cite-ref-24[24] La Chiesa evangelica valdese è anche impegnata nella diffusione del mwaxutestamento biologico, i cui registri in molte città sono gestiti dalle comunità valdesi.cite-ref-25[25]
La Chiesa evangelica valdese, durante il sinodo del mwaxs2010, si è espressa a favore della ricerca sulle mwaxwcellule staminali.cite-ref-26[26] Nel mwaye2018 si è espressa favorevolmente all'approvazione della mwayilegge sul biotestamento.cite-ref-27[27] A partire dal 2010 la Chiesa evangelica valdese ha sostenuto e finanziato con le donazioni dell'mwaycOtto per mille e la collaborazione di diverse mwaygonlus numerosi progetti in campo medico, sociale, culturale e mwaykumanitario: sviluppo di terapie cellulari, assistenza domiciliare e mwayscure palliative, fornitura di strumenti medici e di pronto intervento a strutture ospedaliere, inserimento lavorativo di persone mwaywdiversamente abili, corridoi umanitari,cite-ref-28[28] mwazeintegrazione e mwazimediazione interculturale per i mwazmrifugiati,cite-ref-29[29] tutela dei minoricite-ref-30[30] e molti altri ancora.cite-ref-31[31]
Valdismo e omosessualità
La Chiesa Valdese ritiene che il singolo credente sia guidato dallo mwaamSpirito Santo e mantiene quindi un certo riserbo nell'offrire direttive specifiche nel campo dell'etica sessuale come in quello politico-sociale. Ciononostante, i valdesi si sono dimostrati molto aperti sul tema dell'mwaaqomosessualità; il 26 agosto 2010 il mwaauSinodo valdese ha votato un ordine del giorno che consente la benedizione delle coppie dello stesso sesso, "laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni", con 105 voti a favore, 9 contrari e 29 astenuticite-ref-32[32]. La Chiesa Valdese, inoltre, s'impegna attivamente nella lotta all'mwaaoomofobiacite-ref-33[33] e nel supporto alla comunità mwaa8LGBT.
Il dibattito sul tema dell'omosessualità avviene anche tramite la R.E.F.O. (Rete Evangelica Fede e Omosessualità)cite-ref-34[34] e l'Associazione Fiumi d'acqua viva - Evangelici su Fede e Omosessualità.cite-ref-35[35] Vi è anche una piccola minoranza di valdesi contrari al riconoscimento liturgico delle coppie omosessuali, come peraltro a tutto l'indirizzo progressista e inclusivo della morale valdese,cite-ref-36[36] che è stata oggetto di una deplorazione da parte del Sinodo 2011, ritenendoli responsabili di diffamazione nei confronti della Chiesa.
Nell'mwab4esegesi biblica, la Chiesa valdese, nelle sue espressioni oggi ufficiali, rifiuta l'mwab8approccio letteralista o mwacafondamentalista, accostandosi piuttosto ai testi della mwaceBibbia con il mwacimetodo storico-critico. Anche i testi mwacmvetero e mwacqneotestamentari che condannano gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso, come tutti gli altri passi biblici, vengono contestualizzati nell'ambiente storico e sociale in cui furono scritti e re-interpretati alla luce del moderno messaggio mwacuevangelico universale.
Diffusione attuale
Italia
Dopo molti secoli di dure persecuzioni, i valdesi hanno acquistato la libertà legale nel mwade1848, durante il regno di mwadiCarlo Alberto di Savoia (vedi mwadmStatuto Albertino). Da allora la Chiesa Valdese si è sviluppata e diffusa attraverso la penisola italiana. Durante l'mwadqoccupazione nazifascista dell'mwaduItalia settentrionale nella mwadyseconda guerra mondiale, i valdesi italiani sono stati attivi nel cercare di salvare gli mwadcebrei che erano minacciati dallo sterminio nazista, nascondendo molti di loro nella stessa mwadgVal Pellice, territorio in cui gli antenati valdesi trovarono rifugio.cite-ref-quirinale-37-0[37]
L'organo di stampa ufficiale è il settimanale mwad4Riforma.
Oggi i valdesi sono diffusi soprattutto in mwaeaPiemonte, dove contano 41 chiese (120 in tutta Italia), di cui 18 nelle cosiddette "mwaeeValli Valdesi", e hanno il loro centro a mwaeiTorre Pellice, nella mwaemcittà metropolitana di Torino. La città di mwaeqTorino ha quattro Chiese valdesi. Ogni anno, nell'ultima settimana di agosto, i deputati delle chiese locali e i pastori si riuniscono a Torre Pellice per dare luogo al Sinodo Valdese, massimo momento assembleare e decisionale nella vita delle chiese.
Dal 1780 è presente una comunità valdese degna di nota in mwaeyVal Tramontina, in mwaecFriuli-Venezia Giulia.cite-ref-38[38]
Da ricordare l'mwae0isola linguistico-religiosa di mwae4Guardia Piemontese in mwae8Calabria (mwafaCS), che fu fondata nel XII secolo da rifugiati mwafevaldesi provenienti da mwafiBobbio Pellice in mwafmPiemonte. A mwafqGuardia Piemontese la popolazione, pur non professando ormai più la fede riformata valdese a seguito della mwafustrage del 1561 per opera del Vicereame di Napoli (al quale la popolazione valdese si era ribellata, in seguito al regime di controllo imposto dall'Inquisizione), parla ancora un dialetto mwafyprovenzale. Affacciata sulla piazza della strage, lungo le mura periferiche della città, la "Porta del sangue" ne testimonia la triste vicenda storica. Presente e attiva è invece la comunità valdese di mwafcDipignano, sempre in mwafgCalabria (mwafkCS), concentrata in un antico nucleo abitativo chiamato Doviziosi, dove da pochi anni ha anche acquistato dalla Curia la chiesa già intitolata a mwafosant'Ippolito, restaurandola e adibendola a proprio luogo di culto.
Dialogo ecumenico con la Chiesa cattolica
Negli ultimi decenni si è sviluppato, nonostante le diffidenze dovute alle vicende storiche, un certo dialogo mwaf0ecumenico con la mwaf4Chiesa cattolica, il cui risultato più concreto è stata l'intesa sui mwaf8matrimoni misti negli mwagaanni novanta, mentre permangono ancora alcune distanze dal mondo cattolico riguardo alle questioni etiche e morali, ad esempio riguardo al riconoscimento da parte del Sinodo valdese della legittimità dell'mwageeutanasia.
Impegno politico
Sempre forte è stato l'impegno politico dei Valdesi, i quali hanno partecipato attivamente al mwagqRisorgimento e alla mwaguResistenza mwagyantifascista. Da sempre esponenti della Chiesa, tra i quali spesso anche pastori (come mwagcTullio Vinay, mwaggLino De Benetti e mwagkDomenico Maselli negli ultimi anni), sono stati eletti al mwagoParlamento Italiano. Sono mwagsmembri della Chiesa evangelica valdese due ex-ministri (mwagwValdo Spini e mwag0Paolo Ferrero), un ex-deputato (mwag4Luigi Lacquaniti), un senatore (mwag8Lucio Malan), un ex-parlamentare europeo (mwahaNiccolò Rinaldi), un ex-deputato (mwaheGiorgio Gardiol), un'ex-deputata (mwahiEleonora Bechis), un sindaco di città capoluogo di provincia (mwahmRosario Olivo) e qualche consigliere regionale. L'imprenditore mwahqRiccardo Illy, ex mwahusindaco di mwahyTrieste ed ex presidente della mwahcregione mwahgFriuli-Venezia Giulia, proviene da una famiglia valdese.
In ambito artistico, erano valdesi l'artista mwahoPaolo Paschetto, autore dell'mwahsemblema della Repubblica Italiana, il pittore e intellettuale mwahwFilippo Scroppo e il regista cinematografico mwah0Luigi Comencini e lo è il cantautore, scrittore, sceneggiatore e fumettista mwah4Gianfranco Manfredi.cite-ref-39[39] Erano di famiglia valdese il regista teatrale mwaimMarco Sciaccaluga e mwaiqSilvio Federico Baridon, partigiano, politico, rettore e docente universitario italiano, fondatore, nel mwaiu1968, della mwaiyIULM.
Il 22 giugno 2015 mwaigpapa Francesco ha visitato il mwaikTempio Valdese di Torino e vi ha incontrato il Moderatore della Tavola valdese:cite-ref-40[40] è stata la prima volta che un pontefice ha fatto visita a un tempio valdese. In questa occasione, il papa ha chiesto scusa a nome della Chiesa cattolica romana per le persecuzioni di cui i valdesi sono stati vittime nel corso dei secoli.cite-ref-41[41] Le scuse sono state apprezzate e accettate dal successivo Sinodo valdese.cite-ref-42[42]
Sudamerica
I primi insediamenti di valdesi italiani si sono avuti in mwajkSudamerica nel mwajo1856 e oggi la Chiesa Valdese del mwajsRío de La Plata (mwajwIglesia Valdense del Río de La Plata) ha 40 congregazioni e 15.000 membri divisi fra l'mwaj0Uruguay e l'mwaj4Argentina. Tali comunità sono autonome rispetto alla mwaj8Chiesa evangelica valdese con sede a mwakaTorre Pellice, anche se naturalmente mantengono una piena e fraterna comunione con essa.
Stati Uniti d'America
Nell'epoca coloniale anche gruppi di valdesi italiani e francesi migrarono negli mwakmStati Uniti; ad esempio William Paca, uno dei firmatari della Dichiarazione d'Indipendenza, era un probabile discendente di immigrati valdesicite-ref-43[43]. Ancora verso la fine dell'mwakoOttocento, tra gli emigranti italiani vi erano alcuni valdesi. Di conseguenza, nel corso dei secoli furono fondate comunità valdesi negli Stati Uniti, la più grande delle quali è una cittadina nelle mwaksContea di Burke nella mwakwCarolina del Nord, denominata Valdese;cite-ref-44[44] qui la popolazione, secondo il censimento del mwale2000, ammontava a 4.485 abitanti; la congregazione usa il nome di Chiesa mwaliPresbiteriana Valdese. Chiesa e comunità vennero fondate nel mwalm1893, anno in cui giunse un piccolo gruppo di valdesi dalle mwalqAlpi Cozie che fondò la cittadina di Valdese; oggi la Chiesa Valdese è la più antica Chiesa evangelica ancora in attività. Il 9 luglio mwalu1895 la Chiesa mwalyPresbiteriana Valdese di Valdese si è associata alla Chiesa mwalcPresbiteriana degli Stati Uniti ed è ora membro del mwalgPresbiterio del West-mwalkNorth Carolina.
Negli mwalsanni venti tutte le chiese e le missioni valdesi statunitensi si sono fuse nella Chiesa mwalwPresbiteriana: ciò è dovuto all'assimilazione culturale delle seconde e terze generazioni. Esiste però un gruppo, denominato Vecchia Chiesa Valdese degli mwal0Anabattisti, che reclama di provenire dall'organizzazione italiana, ma che, dopo essere giunto in America, si è dichiarato indipendente dalle organizzazioni della Chiesa valdese ufficiale; un tempo fu una confessione di dimensioni considerevoli, ma oggi si è ridotta ad un piccolo gruppo religioso presente solo nel mwal4Michigan e nell'mwal8Ohio.cite-ref-45[45] Tra le Chiese valdesi più conosciute in America c'è anche un gruppo consistente a mwamqNew York.
Germania e Svizzera
Nel mwamc1698 circa 3.000 valdesi giunsero nella mwamgRenania meridionale. La maggior parte di loro sono poi ritornati alle loro valli del mwamkPiemonte, ma coloro che sono rimasti in mwamoGermania sono stati assorbiti dalle altre chiese di tradizione riformata-mwamscalvinista e dieci congregazioni esistono oggi come componente della mwamwEvangelische Kirche von Deutschland. mwam0Mörfelden-Walldorf è un mwam4comune tedesco di 33.721 abitanti, situato nel mwam8land dell'mwanaAssia; è una località a circa 10mwane km da mwaniFrancoforte sul Meno, fondata il 10 luglio del mwanm1699 da Valdesi. mwanqWalldorf è un mwanucomune tedesco di 14.685 abitanti,cite-ref-46[46] situato nel mwanoland del mwansBaden-Württemberg, fondato il 10 luglio del mwanw1699 da Valdesi in fuga dalle mwan0Valli Valdesi dopo la revoca dell'mwan4Editto di Nantes del mwan81685 e le successive persecuzioni cui furono sottoposti. Quattordici famiglie delle Valli Valdesi decisero di fermarsi e fondare una nuova località, piuttosto che continuare a girovagare lungo il mwaoaReno o rientrare nelle Valli Valdesi, rinunciando alla propria fede valdese. È attiva l'Associazione Amici dei Valdesi di Walldorf. In mwaoeSvizzera sono presenti sette chiese evangeliche di lingua italiana che, grazie a un accordo con la Tavola Valdese, fruiscono della cura di alcuni pastori valdesi: due a mwaoiZurigo e le altre a mwaomBasilea, mwaoqGinevra, mwaouLosanna, mwaoySciaffusa e mwaocSan Gallo.
Galleria di immagini
Templi valdesi in America meridionale
Templi di origine valdese in Francia, Germania e Stati Uniti
Note
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Voci correlate
• mwbo0Chiesa evangelica valdese
• mwbo8Chiese evangeliche in Italia
• mwbpeClaudiana
• mwbpmFacoltà valdese di teologia
• mwbpuGuerre sabaudo-valdesi
• mwbpcPasque piemontesi
• mwbpkScipione Lentolo
• mwbp0Valdo di Lione
• mwbp8Valdo Vinay
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Collegamenti esterni
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